Islanda 2015 – Sindrome da comparazione abbigliamento tecnico, salamini e vino

Come ogni viaggio che si rispetti, anche questo porta con sè la classica fase da comparazione compulsiva avente per oggetto l’abbigliamento tecnico. Poco importa che si tratti di due giorni sui Sibillini, un mese in sudamerica, una sciatina in Trentino o, appunto, una settimana in Islanda in pieno inverno.

Il più prono del trio a questa sindrome è sicuramente Franco (Jankarlson per chi ha letto il precedente post), che ha cominciato una settimana fa a decantare le specifiche tecniche dei suoi nuovi scarponcini da trekking AKU, dalla traspirazione 11.5 volte superiore a quella di prodotti succedanei grazie alla speciale membrana “AIR 8000”, dotati del rivestimento aggiuntivo “Sottozzero” per fronteggiare temperature siberiane, equipaggiati con suola in tecnologia “Vibram” e coronati da un’impermealizzazione “Goretex”. Per non parlare dei suoi calzini termici da 18 euro acquistati in offerta a 12, in grado di riconvertire il sudore in calore rendendolo a quanto pare un uomo felice. Basti pensare che Franco si veste come fosse in Islanda già da una settimana. Buon per lui e per noi, l’entusiamo è contagioso e va coltivato.

Nel momento in cui scrivo mi sta wazzappando i vini e i salumi che ha scelto all’Eurospin, e sono strasicuro che stia indossando i suoi AKU e forse anche i calzini termici. Ieri, dopo aver snocciolato analiticamente il contenuto che riporrà nella sua valigia (che dubito fortemente avrà capienza sufficiente), ha wazzappato una foto tutto agghindato con tanto di passamontagna. Come ha commentato Thristo (Massimson) nel suo unico laconico intervento, sembrava più che in partenza per l’Islanda uno in procinto di arruolarsi nell’ISIS.

Thristo non è immune agli attriti comparativi (cfr. Routard mangiaformaggi vs Lonely Planet da fottuti Yankee del precedente post), ma trova una naturale protezione a queste dinamiche nella sua proverbiale pigrizia e avversione verso lo shopping (io stesso soffro di quest’ultimo problema). In pratica se lui ha già perferzionato l’acquisto, la procedura per lui sarà chiusa e liquiderà tutto con un “no, secondo me non serve, va bene quello che ho preso”. Poco importa se abbia acquistato, dati alla mano, un capo sbagliato o subottimale per la cifra spesa, la prospettiva di tornare in un negozio e riaprire la pratica, anche solo a livello di risorse mentali richieste, gli apparirà insostenibile.

I rispettivi pattern comportamentali si sono palesati in tutta la loro evidenza quando qualche sera fa ho dichiarato: “ho comprato da Decathlon a prezzi stracciati maglia e sottopantaloni termici della serie X-WARM, sono il top in termini di traspirazione e tenuta termica…”. Gli altri due avevano entrambi comprato una serie intermedia, non avendo notato come i prezzi delle due serie fossero praticamente gli stessi in virtù dei saldi. Thristo ha liquidato tutto con un “mmm boh, dai, per me vanno bene lo stesso quelli che abbiamo preso. Bastano, bastano…”. Franco invece, che era ovviamente venuto al pub calzando i suoi AKU ad alta traspirazione e tenuta termica, non deve averla mandata giù, perché ieri è tornato sul luogo del misfatto per rettificare prontamente il suo acquisto.

C’è da scommettere che adesso io e Franco metteremo Thristo sotto tiro in virtù della nostra certificata superiorità sotto il profilo della tenuta termica (a parità di potere traspirante, è bene precisarlo). Perchè lo schema comparativo del Decathlon parla chiaro: X-WARM vince!

Credo di pormi in una situazione mediana, desiderando avere un equipaggiamento tecnico competitivo ma nutrendo un’atavica idiosincrasia verso lo shopping in luoghi fisici.
E quindi ora un dubbio mi corrode: se fossi stato l’unico destinato ad indossare una serie scrausa (sì Thristo, diagrammi alla mano la tua è scrausa), cosa avrei fatto davanti alla rivelazione della serie X-WARM a prezzi stracciati?

PS
Quest’ultima domanda che rivolgo a Thristo è puramente retorica, in quanto egli non leggerà MAI questo blog in virtù della sua indolenza di cui sopra.

membrana

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2 pensieri su “Islanda 2015 – Sindrome da comparazione abbigliamento tecnico, salamini e vino

  1. Questo Thristo di cui mi vai parlando… deve essere proprio un pigro, scommetto che non ha neanche aperto la guida. La sua cieca fiducia nell’organizzazione Axo, che come si intuisce dai suoi post è molto preparato, ancor prima che spocchiosetto, deve essere stata complice della sua inerzia. Forza, questa, che governa l’universo e le sue leggi. A differenza della proattività, che ne aumenta inevitabilmente l’entropia.

    Io invece ho comperato sabato scorso una ottima xwarm azzurra e una calzamaglia super professionale con interno in pile che farà delle mie già performanti articolazioni le più scattanti in assoluto. Ma scattare sul ghiaccio può essere fatale. Ecco perché non rinuncio mai ai miei rampini in metallo a montaggio rapido.

  2. Vedo che l’orgoglio ferito, la puntura nel vivo, riesce a destare anche la più sonnolenta delle carni. La penna virtuale compie miracoli.

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