Patagonia 2017 – giorno #16 – Argentina – Femmine calienti vs donne frigide (ovvero Carretera Austral vs Ruta 40)

Premessa per la comprensione del post: la Carreteta Austral percorre la Patagonia cilena, la Ruta 40 quella argentina. Le due strade corrono quindi sostanzialmente parallele, separate dalle Ande (sebbene la Ruta 40 inizi molto molto molto prima e risulti quindi molto molto molto più lunga).

Appena passato il confine a Chile Chico (Cile), ci si ritrova in un altro mondo. A Los Antiguos (Argentina) le strade sono più curate, i cartelli coi nomi delle vie risultano più aggraziati, i negozi si vestono di colori sgargianti e insegne luminose.

Ma è salendo su un bus che percorre la Ruta 40 che si percepisce l’abissale differenza che c’è tra il viaggiare in Patagonia cilena e Patagonia argentina. I mezzi scassati della Carreteta Austral si trasformano in bus turistici a due piani, le connessioni sono frequentissime e per ogni dove, gli autoctoni a bordo scompaiono del tutto in favore di orde di ventenni israeliani, australiani, americani. Si viaggia anche di notte sulla Ruta 40, scordatevelo sulla Carretera Austral. Quello della Ruta 40 è il turismo di massa della Lonely Planet, delle tirate mostruose da ventiquattro ore (salvo ritardi) tra Bariloche e Calafate nella arida e ventosa pampa argentina, tratte che io non farei manco con una doppietta puntata in bocca.

La Carretera Austral, tutta curve, imprevedibile, ti fa stare con gli occhi inchiodati al finestrino sporco di terra tutto il tempo. Dietro ogni curva una montagna incappucciata che si specchia in un lago, un fiume turchese che corre in una vallata glaciale o chissà, magari un canyon. La Carretera Austral ti fa essere grato di essere sul quel bus, non era mica scontato riuscire a salirci.

La Ruta 40, tutta dritta, sai già cosa avrai per le prossime innumerevoli ore: cielo infinito su una spianata altrettanto infinita di sassi, cespugli e polvere portata a spasso da un vento feroce. Addirittura ti danno lo snack o il pranzo su quel bel mostro a due piani, proiettano pure film. Tanto fuori non c’è niente di diverso da quello che c’era un’ora fa e da quello che ci sarà per le prossime dodici, sedici, venti.

La Carretera Austral è una femmina sensuale fatta col compasso, tutta curve, sanguigna, volubile, che magari ti fa ammattire perchè cambia idea sul più bello. Ma alla fine è quella con cui sfondi le molle del letto.

La Ruta 40 è la bellezza algida, una modella tutta ossa, probabilmente frigida, che ha dalla sua un bel make up, un portentoso ufficio stampa e un fisico cesellato dal controllo sugli eccessi. Misurata e prevedibile, non ti farà dannare, semplicemente ti tedierà a morte. È come un pompino fatto coi denti che non vuol saperne di finire.

A sinistra la Carretera Austral, a destra la sezione della Ruta 40 che attraversa la Patagonia argentina (immagine puramente illustrativa e parziale, non ho trovato di meglio. Ma rende l’idea.)

Ruta 40: paesaggio tipo della sezione patagonica

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