NASCE ERMETICO CHANNEL: LA WEB TV INAPPROPRIATA E INOPPORTUNA!

Nasce oggi ERMETICO CHANNEL, una web TV dai contenuti inappropriati e inopportuni.

Di seguito il trailer dell’Ermetico Ermes Show, il primo programma del palinsesto, al quale (purtroppo) faranno seguito altre discutibilissime proposte:

Ermetico Ermes (io) e Didascalico Frusto (Christian Morbidoni) vi aspettano su FB, YouTube e naturalmente Youporn.

Iscrivetevi dai, non fate gli stronzi.

il vostro Ermetico Ermes

 

 

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DARK LUNACY: JAPAN TOUR 2015

Evoken the Vallhal production and Xoundforce proudly present:

DARK LUNACY + MERCENARY (Denmark)  + Eterheal Sin (Japan)  + Claim the Throne (Australia)
21-08-2015 Osaka – Fanj Twice
22-08-2015 Nagoya – Sakae R.A.D
23-08-2015 Tokyo – Shibuya Cyclone

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LE SCIE CHIMICHE. Tutte le prove in un unico documento.

Finalmente disponibile il mio nuovo libro LE SCIE CHIMICHE. Tutte le prove in un unico documento.


Anni di ricerche sul campo, interviste, confronti tra studi ufficiali e indipendenti hanno dato alla luce questo documento destinato a dirimire per sempre una delle controversie più dibattute degli ultimi anni. Forte di un approccio interdisciplinare che lascia ben poco spazio a margini di errore e mistificazione, questa pubblicazione free press è da considerarsi ad oggi come il più completo contributo in termini di PROVE REALI, INCONTROVERTIBILI, SCIENTIFICAMENTE INATTACCABILI riguardanti l’esistenza di una delle più subdole minacce a cui l’umanità è oggi chiamata a far fronte: le scie chimiche.

Edizione LA VERA SCIENZA

Pdf scaricabile gratuitamente qui: Le scie chimiche. Tutte le prove in un unico documento

PROFILO 2: Chitarrista (tratto da 10 RAGIONI PER INZIARE A SUONARE E 1000 PER SMETTERE)

NOTA: In occasione della nuova ristampa del libro 10 RAGIONI PER INIZIARE A SUONARE E 1000 PER SMETTERE ho pensato di ripubblicare alcuni suoi estratti direttamente dal blog, visto che all’epoca della prima stampa non esisteva ancora. Per informazioni su come e dove procurarsi il libro visitare area contatti.

Profilo 2 – Chitarrista

Questo è un profilo particolarmente complesso. Insieme al singer, il chitarrista ricopre spesso la figura del leader, con la differenza sostanziale che lui si fa un mazzo 10.000 volte superiore al cantante tipo A. Un fatto inequivocabile è che il chitarrista sia prima di tutto un gran maiale: ha iniziato a suonare per far colpo sulle donne. Probabilmente ha cominciato strimpellando in spiaggia o in gita, ma il luogo o la circostanza poco importano: lui rimane un porco. E’ anche una delle figure più diffuse: se vuoi mettere su un gruppo scalcinato, trovare un tizio per fare due accordi non sarà un problema.

Esistono diversi tipi di chitarristi. Senza alcuna pretesa di esaustività, qui preme ricordarne alcuni in ordine sparso:

a) chitarrista iper-virtuoso:
La tecnica per lui è tutto: è capace di starsene ore ed ore a fare lo stesso esercizio finché non gli riesce alla perfezione. Se l’assolo in cui si produce non ha 16.000 note a battuta, allora non è un vero assolo. Le canzoni facili gli fanno schifo, e comunque lui non le suona. Nei casi limite, la sua tecnica mostruosa ha

atrofizzato la sua fantasia.

b) chitarrista creativo
In molti casi è la mente di una band musicale: per indole è portato a scrivere subito pezzi propri, di quelli degli altri se ne sbatte. Può anche essere virtuoso, ma di solito dosa la tecnica con saggezza. A volte invece è un cane, ma sforna comunque idee su idee. Ovviamente spesso (se non sempre) scrive cagate pazzesche, ma comunque scrive. Sovente pretende che i suoi compagni di avventura suonino tutto quello che partorisce, d’altronde lui è “la mente”. “Suona e taci” è il suo motto. Ha tendenze dittatoriali e manie di grandezza. Progetta azioni golpiste ai danni di un eventuale cantante tipo A troppo creativo. Alterna ciclicamente brio creativo-intellettuale a depressione. Forse più in là deciderà definitivamente per il suicidio.

c) chitarrista ombra
E’ una figura che fa spesso da corollario al chitarrista descritto alla lettera b). Fa tutto quello che decide il creativo. Non propone niente. Suona e basta. Forse è un virtuoso, e in quel caso gli va bene tutto a patto che ci si possano infilzare le famose sedicimila note a battuta. Forse è un incapace, e allora suona e tace, come ha sempre desiderato il chitarrista creativo. Se per qualche ragione, invece, manca quest’ultimo e lui si ritrova sciaguratamente ad essere l’unico deputato all’utilizzo delle sei corde, la sua fisicità tenderà ad uniformarsi alla sua creatività (che ricordiamo è pari a zero). In altri termini, durante un concerto, farà di tutto per rimanere in posizione defilata e somiglierà tragicamente ad un bassista censurato video (cfr.sezione bassisti).

d) chitarrista smanettone (tweaker)
Ognuna delle tre categorie sopraccitate può appartenere anche alla famigerata famiglia degli smanettoni (tweakers in inglese). Questa condizione si configura come una sorta di malattia, di maledizione, di sciagura per il chitarrista in questione e per chiunque instauri dinamiche di gruppo con lui. Il chitarrista maniaco ha una sua fisima: deve avere sempre il meglio, la soluzione tecnologica più avanzata, il suono migliore che esista sulla faccia della terra. Per questo motivo egli peregrina da un negozio all’altro provando chitarre, amplificatori, multieffetti, pedali, pedalini, processori e mille altre cose. Entra in un giro vizioso, dove compra/prova/rivende/permuta aggeggi su aggeggi, senza arrivare mai a quello che cerca. Ma perché, cosa cerca? Non lo sa. Per rendersene conto basterà chiedergli che suono stia mai cercando. E lui risponderà gesticolando: “Un suono acquoso, mellifluo, arioso”; oppure “ruvido, granitico, coriaceo”. Le prove potrebbero andare a rotoli perché lui non ha trovato il giusto chorus per i puliti o il giusto livello di compressione: inizia a smanettare pomelli, parametri, equalizzazioni per ritrovarsi dopo due ore con un suono di merda. Allora, scoraggiato, il giorno dopo torna in qualche negozio di fiducia e ricomincia daccapo. Anche a casa, dà il peggio di sé: ore e ore perse dietro a un multieffetto che costa trilioni di euro con un manuale di 600 pagine in inglese, perso tra mappaggi MIDI e preset vari. La buona notizia è che trattando con i chitarristi appartenenti a questa categoria si possono fare buoni affari: loro percepiscono ronzii, rumori di fondo, interferenze, ritardi che le persone equilibrate non sentono affatto. Quindi non è raro acquistare ad esempio un amplificatore perfettamente funzionante da un maniaco smanettone (o da un tweaker se siete in Inghilterra, negli USA, o in qualche colonia anglofona) che l’aveva subito etichettato come “difettoso”.

Famigerato tweaker e relativo negoziante di fiducia

e) chitarrista immaginario
Definiscesi “chitarrista immaginario” colui che pur non avendo mai imbracciato una chitarra, si produce convulsamente in ritmiche e assoli. Ovviamente, anche la sua chitarra è immaginaria, è tutto nella sua mente.

E’ facile ravvisare la presenza di questi “chitarristi” in piste da ballo. Segni quasi inequivocabili sono: faccia ispirata, pennata fuori tempo, diteggiature improponibili.

(tratto dal libro 10 RAGIONI PER INZIARE A SUONARE E 1000 PER SMETTERE – Daniele Galassi/Puzzle Press)

PROFILO 1: Cantante (tratto da 10 RAGIONI PER INZIARE A SUONARE E 1000 PER SMETTERE)

NOTA: In occasione della nuova ristampa del libro 10 RAGIONI PER INIZIARE A SUONARE E 1000 PER SMETTERE ho pensato di ripubblicare alcuni suoi estratti direttamente dal blog, visto che all’epoca della prima stampa non esisteva ancora. Per informazioni su come e dove procurarsi il libro visitare area contatti.

Profilo 1 – Cantante
Il cantante è anche detto singer, vocalist, frontman. Comunque lo chiamiate, rimane il fatto che egli è un gran paraculato, e nessuno potrà mai negarlo. Ma andiamo con ordine. Diciamo intanto che il gruppo più fico della terra vale meno di una moneta da 100 lire dopo l’entrata dell’euro se ha un cantante sfigato, bravo che sia. Questa semplice ed irrefutabile considerazione ci porta a optare per un approccio dicotomico, che ad alcuni potrà sembrare semplicistico: chiameremo “tipo A” il cantante che risponde ai canoni base per essere definito tale, e “tipo B” lo sfigato. A sorpresa, daremo la precedenza alla B.

Il tipo B:
Il tipo B lo si vede subito: non durerà un mese nel gruppo che già lo sbatteranno fuori. Si metta a suonare il tamburello, il piffero, le pentolacce, ma con quella faccia, quella postura, quel tono di voce quando parla…lasci stare il microfono. Se proprio ci tiene a rimanere, sarebbe bene si desse alla tastiera (vedere parte sul tastierista). Il tipo B si presenta di solito a testa bassa alle prove, canta con le mani in tasca, se mai arriverà a fare un concerto (dio ve ne scampi) non guarderà di certo l’eventuale pubblico. Anche se conosce i testi delle canzoni, si presenta sempre col suo inseparabile leggio (non si sa mai). Ha gli occhiali e di sicuro l’alitosi. Anche se ha una bella voce è un disastro, proprio non fa per lui.

Cantante tipo B

Il tipo A:
Il tipo A, al contrario, ci sa fare. Magari potrebbe cantare un po’ meglio, ma ci sa fare. Magari canta molto peggio del tipo B che è venuto ieri sera a fare il provino, ma non c’è storia. E’ il tipo A l’uomo giusto. Non sempre bello, ma comunque presentabile, il tipo A ha le idee chiare: vuole fare la rock star. E’ il primo a montarsi la testa, è l’ultimo ad alzare un dito: il tipo A dopo un mese di attività di gruppo non si porta nemmeno il microfono, ci avranno pensato gli altri. Lui è la cuspide della piramide, il sole attorno a cui girano i pianeti,  lui è la bandiera del cargo, la faccia del gruppo. Fa una prova sì e tre no, chi se ne frega, faranno una versione strumentale per oggi. A casa non si esercita di certo, si sentirebbe un coglione, e poi troppa tecnica snaturerebbe il suo approccio al canto basato su quel suo “ferale istinto rabbioso”.

Ai concerti se la gode: non ha strumentazione, mentre gli altri montano quintali di roba sul palco, lui si da all’alcool e irretisce la barista. Si presenta al pubblico sbronzo, se proprio non ce la fa a cantare intratterrà gli astanti con l’ausilio del suo solo appeal. Finito il concerto, mentre gli altri sollevano pile e pile di amplificatori, smontano la batteria, districano proibitivi grovigli di cavi, lui si gratta le palle e torna alla carica con la barista. E’ una vera pacchia. Per lui. Il tipo A soffre spesso di manie di grandezza: gli altri “stronzi” tarpano le ali alla sua sconfinata creatività rendendola dozzinale e scontata, quando se potesse decidere tutto lui la musica cambierebbe, e in tutti i sensiCantante tipo A in azione

(tratto dal libro 10 RAGIONI PER INIZIARE A SUONARE E 1000 PER SMETTERE – Daniele Galassi/Puzzle Press)

OVETTI VAGINALI WIRELESS PER PASQUA (racconto breve)

OVETTI VAGINALI WIRELESS PER PASQUA
© Daniele Galassi

Ore 20.45 – Ristorante di periferia
Marco e Giulia, Nando e Sara. Due coppie, un tavolo da quattro. E’ la vigilia di Pasqua. Invece del canonico uovo di cioccolata, quest’anno Marco e Nando hanno voluto unire tradizione e tecnologia, regalando due ovetti vaginali wireless alle rispettive compagne. 10 programmi, telecomando a distanza, costruiti interamente in lattice anallergico, colorati, spensierati, tutto sommato economici. 19,90 in offerta su Groupon. Batterie incluse. L’accordo è: voi ficcatevelo dove dovete, noi a cena lo azioniamo a nostro piacimento. Senza preavvisi. Così, per divertirsi un po’.

Ed eccoli lì, Marco e Nando, con i loro controlli remoti nascosti in tasca, ed eccole lì, Giulia e Sara, con gli ovetti ben piazzati.

Ore 19.45, un’ora prima – Casa di Marco
A Marco viene un’idea.
‘Senti Nando, facciamolo: scambiamoci i telecomandi!’
‘Eh?’ sgrana due dei quattro occhi Nando, sempre conservatore e conservativo nelle sue posizioni.
‘Dai, dai, facciamolo!’
‘Ma sei matto? Sara mi ammazza. No, ci ammazza. No, no, no…’
‘Senti, li scambiamo ma non facciamo trapelare niente. Loro non lo sapranno mai. Quando premo il pulsante e vibrerà quello di Sara io farò il vago, tu ammiccherai. E viceversa. Dai! E sciogliti un po’, manco cristo in croce aveva il freno a mano così tirato!’
‘Non lo so…ma a te non disturba sta cosa? Cioè non è come se facessimo una specie di scambio di coppia? Sara mi sbrocca se ci scopre!”
‘Non lo scoprirà mai se fai come ti dico! E quale scambio di coppia su, è solo un aggeggetto che vibra, lo azioni a distanza dai! Che sei geloso di pezzo di plastica comandato a distanza? Posso capire fosse un vibratore, quello non te lo farei usare su Giulia, caro il mio chierichetto. Ti piacerebbe eh? Ma un ovetto a distanza…dai è pure Pasqua perdio!’
‘Non lo so…boh…no, no non mi piace. Sarò antico, cosa ti devo dire. No.’
‘Ma porca vacca, ti lamenti sempre che non hai aneddotiche sul sesso, che hai scopato poco, che bla bla bla. E fattelo un curriculum da bar, almeno ci facciamo due risate sopra, fosse anche tra vent’anni no?’

Nemmeno questa freccia deve andare a segno, perché Nando rimane sulle sue posizioni.

‘Quanto sei parrocchiale, in tutto, sempre. E va bene…peccato, potevamo divertirci’.

Segue test su tutti e 10 i programmi di vibrazione. Funziona tutto. Batterie ben inserite, entrambe le unità pronte all’uso. Si va in scena.

Ore 20.55 – Ristorante di periferia
Momento delle ordinazioni. Il cameriere passa in rassegna uno ad uno i commensali. Quando tocca a Sara ordinare, Nando il parrocchiale non sta più nella pelle. Da dentro la tasca preme il pulsantino che fa partire il programma 1. Vibra l’interno Sara, che si irrigidisce e si fa rossa. Nando ammicca, quasi più rosso di Sara. Programma con vibrazione continua, a strappo, bassa, media, medio alta, medio alta + strappo, intermittente + strappo. Il nostro Nando è in visibilio, gliele fa provare proprio tutte. Marco sembra invece aver perso subito interesse per il suo gingillo. L’aziona si e no tre-quattro volte, sempre con scarsa partecipazione, per non dire annoiato. Anche Giulia sembra piuttosto fredda.

Ore 13 – giorno successivo, conversazione via Facebook
Nando scrive: ‘figata!!!! dobbiamo rifarlo! forse la prossima volta tutto sommato potremmo anche scambiarceli quei telecomandi, per alzare un po’ il tiro! ma sempre senza farci sgamare!!!!’

Marco scrive: ‘ok allora posso dirtelo…non ti incazzare ma i telecomandi io li avevo già scambiati…volevo vedere che faccia facevate :D’

Nando scrive: ‘ma che cazzo dici? quando premevo io vibrava sara e quando premevi tu vibrava giulia. non hai scambiato i telecomandi! cazzaro!’

Marco scrive:’ oh…li ho scambiati. potessi morire adesso. giuro.’

Nando scrive: ‘esticazzi allora ti devi essere confuso al momento dello scambio. oppure qualche interferenza? ma se la tua intenzione era quella sei comunque un MAIALE BASTARDO! Poteva succedere un casino cazzo! MAIALE BASTARDOOOO!!!!!!!!’

Marco scrive: ‘oh nà…visto che sei così bacchettone e moralmente integro, sai che ti dico? che se io sono un MAIALE BASTARDO, tu sei un SOMARO INGENUO…e giusto per chiudere il quadro agreste, per le nostre donne…qualche idea non comincia a venirti?

GIORNATA MONDIALE CONTRO L’ELENFANTIASI DEL PENE

Forse non tutti lo sanno, ma oggi è la Giornata Mondiale contro l’elefantiasi del pene, una patologia che colpisce nel mondo vasti strati di popolazione. Con un gesto, un semplice gesto, possiamo fare molto. Postiamo il selfie giusto una volta tanto, diciamo SI al coraggio, urliamo il nostro NO all’elefantiasi del pene.
Insieme possiamo fare davvero tanto.

Maggiori approfondimenti: www.STOPelefantiasidelpene.org