Sud America 2015/16 – Giorno #4 – Ecuador – Logistica, pianificazione, PIN errato

Non ho altro da aggiungere al titolo se non che la CREDEM avrà notizie dai miei legali. E che da domani nonostante tutto si entra nel vivo con un DIY multiday hike. Spero sia tutto chiaro.

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Sud America 2015/16 – Giorno #3 – Ecuador – A zonzo per pueblos andini

Ammetto di essere una schiappa mondiale quando si tratta di esplorare una metropoli. Ma mettetemi davanti una cartina con una manciata di villaggi-sputo da visitare saltando da un bus scalcinato all’altro, facendo autostop o montando su un carretto e so come farmi valere.

Conscio di questo non ho esitato a lasciare Quito alla volta di Otavalo, località che attira turisti per il suo mercato, il più grosso delle Ande. E siccome oltre a essere una schiappa mondiale nelle metropoli, mi annoio tempo zero nei mercati, l’opzione vagabondaggio tra i pueblos è schizzata subito in pole, incoraggiata da un sole che quando si fa largo tra le sparute nuvole ti apre la testa in due (grazie protezione 30).

Villaggi andini sperduti tra i 2.800 e i 3.100, indio che più indio non si può, dove i vestiti multicolore femminili cantano tra l’ocra della terra e il verde della vegetazione. Donne intente a cucinare cibo agli angoli delle strade tenendo sulle spalle la prole tramite il tipico fasciatoio, uomini febbrilmente impegnati in quella che sembra essere per il macho andino la primaria occupazione: chiacchierare (rigorosamente tra uomini) senza fare assolutamente un cazzo. Al massimo una partita a carte (ma sempre rigorosamente tra uomini).

Quasi che ci vivrei in questi autobus che serpeggiano tra questa polvere, coloratissimi dentro e fuori, con musica a bomba, carichi di bambini e anziani che guardano incuriositi l’unico straniero. Una volta tanto, il fatto che io sia un capellone non credo proprio costituisca motivo di discussione, visto che il 75% dei maschi, compresi i bambini, qui porta una treccia lunghissima.

L’ autostop su un pick up sulla via del ritorno a Otavalo è la ciliegina sulla torta per una giornata che mi vede  stremato (a letto alle 21!) ma che mi ricorda quanto un viaggio per le Ande valga ogni centesimo speso.

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Sud America 2015/16 – Giorno #2 – Ecuador – Quito: strutture molecolari superiori o dramma dell’abbandono?

Tutti i miei propositi di salire per gradi a corollario della mia filippica sul soroche sono andati a puttane. Dopo una giornata in giro per la ciudad vieja all’insegna della cautela, alle 16 mi sono ritrovato a 4.100 metri sul promontorio che domina Quito. Non ho resistito e ho preso la teleferica, conscio che lassù io e lui ci saremmo stretti di nuovo in un lurido abbraccio.

E invece sarà la mia invidiabile struttura molecolare, sarà il burrito messicano ai fagioli sgranocchiato in vetta, sarà che stavolta ero pronto a dargli un hi-five di bienvenido…insomma un cazzo. No show up. Il soroche ha dato sola.

Per uno strano meccanismo del quale parlerò al mio psicoterapeuta mi sono sentito snobbato: ma come perdio, dopo tutto quello che c’è stato tra noi?

Al che gli do un’altra chance: vedo un lunapark alla base del teleferico. Sì, un luna park a 3.200 metri…che se me lo avessero proposto due giorni avrei detto ‘manco morto’. Faccio la tessera e mi butto sulle montagne russe. Avvitamenti, discese a picco, giro della morte. Nada. Al che mi butto sul galeone, giostra cult anni 80-90. Nada. Il soroche quest’anno non mi caga proprio.

Non so sentirmi inviolabile o abbandonato. Nel dubbio torno in ostello, non prima di aver assistito a un’inimmaginabile match di beach volley andino a 3.000 metri…fisici da camionisti serbi, pallone da calcio, rete costruita con mezzi di fortuna. E tecnica naturalmente sopraffina.

Per il resto molto carina Quito, lontana anni luce dal caos di Città del Messico, popolata di omini scuri pronti e proni al bottone in ogni momento. Mi ci sarei fermato forse di più, ma il tempo stringe. La Patagonia è davvero lontana e due mesi passano in fretta. Forse.

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Veduta di Quito dal Panecillo

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La teleferica

Sud America 2015/16 – Giorno #1 – In volo verso le Ande + considerazioni sul mal d’altura

Due parole introduttive
Questo viaggio in solitaria di 2 mesi prevede nelle mie intenzioni di esplorare parte dello sterminato continente sudamericano percorrendolo da nord a sud attraverso Ecuador, Perù, Cile, Argentina e risalirlo poi per una capatina in Brasile con ripartenza dall’Uruguay. Un percorso a V o più probabilmente a Y ma questi sono dettagli. Non ho la minima idea se terrò aggiornato questo diario di viaggio, ma se sarà, sarà poco ortodosso (vedi Islanda 2015).

Pronti, partenza, via (dal natale).
Partire il 25 dicembre mi era sembrato il modo migliore per raggiungere tre obiettivi cardine: saltare pranzi coi parenti, pagare meno il volo e celebrare degnamente il rito pagano del Sol Invictus.

La combinazione di mezzi che ho scelto (autobus + taxi abusivo) mi ha però fatto ritrovare all’aeroporto di Bologna alle 3 di notte, cioè con 4 ore di anticipo sul volo e con 0 (zero) ore di sonno all’attivo. Era questa la parte farraginosa del piano.

Il consueto check in lumaca a Bologna (per l’immancabile famiglia sudamericana con 70 valigie fuori peso da imbarcare che manda tutto in tilt), il volo fino a Madrid incastonato in ultima fila (con conseguente irreclinabilità della seduta), le 4 ore di attesa prima della sofferta tratta intercontinentale (11 ore circondato da infanti indemoniati e genitori appisolati) mi hanno fatto ritrovare a Bogotá (Colombia) ridotto a un cencio (anche perché non riesco a dormire in aereo).

A conti fatti, sono partito 23 ore fa da Ancona e me ne mancano ancora 6 per Quito (Ecuador) tra scalo e volo. E poi mi ci vorrà un altro paio d’ore tra bagagli, dogana e autobus per l’ostello.

Considerato tutto questo tran tran, il jetlag che mi sveglierà all’alba e soprattutto il mal d’altura (sulle Ande detto soroche), domani si prospetta una giornatina frizzante a Quito, che coi suoi 2850 metri sul livello del mare non te la manda a dire.

Io e il soroche abbiamo un contenzioso aperto dal lontano 2007, quando mi stese moribondo su un letto di un ostello di Cuzco, Perú, per  20 ore. Feci il grave errore di atterrare a Cuzco da Lima, cioè salii da zero a 3200 metri in un’ora. Da li in poi mi acclimatai e toccai i 5.400 senza grossi problemi, ma nel 2009 il soroche mi diede un’altra picconata in testa in Bolivia, alla Laguna Colorada (4.000 metri). Insomma da allora, io all’altitudine je do del lei. O per lo meno la metto in conto.

I sintomi del soroche? Variano da forte mal di testa, febbre, spossatezza, mal di stomaco, nausea, fino ad arrivare a edemi polmonari o peggio cerebrali dalle conseguenze fatali (in questi casi bisogna scendere immediatamente di quota e pregare). Sembra che alcuni ne siano immuni, ma sfortunatamente la storia dice che io non sono tra quelli.

La strategia è sempre la stessa: salire per gradi, foglie di coca e vaya con dios!

Nota
La cocaina è l’alcaloide che si estrae dalla foglia: è una droga, fa male, costa una fortuna ed è proibita. La foglia di coca è innocua, economica, legale, utile contro i sintomi del soroche. E ha un saporaccio.
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MONDO ERMETICO #1 – CINA E DIRITTI UMANI: IL CASO YOUPORN

E’ stata dura ragazzi, ma ERMETICO CHANNEL è pronto a presentarvi la prima puntata di MONDO ERMETICO, alle prese con un tema di incredibile portata: la Cina e i diritti umani.

Perchè la domanda è: si può davvero limitare uno dei diritti basilari dell’uomo (e della donna)?
Ermetico Ermes risponde indagando da Shanghai. Didascalico Frusto conduce una puntata contro la censura del web che assurge a grido di libertà!

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ERMETICO ERMES SHOW#1 – ANSIA DA ISIS

Ermetico Ermes Show #1 – ANSIA DA ISIS

Avete paura di perdere il vostro stile di vita a causa dei terroristi? Tutta fuffa.

Vi spieghiamo il perché nella puntata n.1 dell’ Ermetico Ermes Show, da seguire fino all’ultimo secondo per apprezzare l’intervento del nostro pregiatissimo direttore cav. Augusto Maria Brandolìn, che non ha certo voluto mancare a questa premiere.

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NASCE ERMETICO CHANNEL: LA WEB TV INAPPROPRIATA E INOPPORTUNA!

Nasce oggi ERMETICO CHANNEL, una web TV dai contenuti inappropriati e inopportuni.

Di seguito il trailer dell’Ermetico Ermes Show, il primo programma del palinsesto, al quale (purtroppo) faranno seguito altre discutibilissime proposte:

Ermetico Ermes (io) e Didascalico Frusto (Christian Morbidoni) vi aspettano su FB, YouTube e naturalmente Youporn.

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il vostro Ermetico Ermes